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Come fare il Cohousing

Cohousing, dall’inglese (co= assieme e housing= abitare) , è appunto un modo di abitare insieme in una comunità. Ne venni a conoscenza qualche tempo fa quando mio cugino mi disse che aveva letto in un Topolino del Cohousing e mi chiese cosa fosse. Non sapendolo mi documentai, e ho deciso di scrivere un articolo in proprosito, in quanto è un’attività molto interessante.

 

In pratica 20-30 famiglie decidono di fondare un nuovo quartiere, nel quale tutto lo spazio viene impiegato per l’allestimento di strutture utili alla comunità. Per esempio un piccolo teatro,una piscina,un parco giochi. E’ un’attività che oltretutto conviene ai condomini, in quanto permette di risparmiare grosse cifre e di avere un maggior rispetto per l’ambiente.

Il Cohousing nacque nel 1972 in Danimarca e poi si è diffuso in America e pian piano in tutto il mondo. Certo, progettare un quartiere del genere non è facile, ma con impegno e forza di volontà ci si può riuscire. Bisogna però tenere a mente delle regole:

Una progettazione anticipata, la convivenza di persone di diverse razze e religioni, la tolleranza, la privacy, la convivenza da buoni vicini e, ovviamente, i benefici che ne derivano. In Italia il cohousing non è molto sviluppato, ma esistono siti che cercano di aiutare coloro che si lanciano in questa particolare impresa:

 

Il che vi consiglio è Cohousing.it, il primo sito creato sul cohousing. Potrete trovare approfondimenti sulla storia,le tecniche usate ecc… Sono presenti poi molti esempi dettagliati di quartieri costruiti secondo la tecnica del cohousing. Infine è presente un’area in cui è possibile partecipare a progetti in corso, crearne uno o entrare a far parte di coloro che aiutano alcune famiglie a stilare progetti.

Insomma,un’attività particolare che, a mio avviso, merita un approfondimento.

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