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Come organizzare un kit di Pronto Soccorso domestico

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Questo articolo è stato scritto dall’ utente aaa001 a cui va un ringraziamento speciale

 

Speriamo tutti di non doverne mai aver bisogno, ma un buon kit di Pronto Soccorso e’ qualcosa di cui a casa non si puo’ fare a meno.

L’importante pero’ e’ sapere come organizzarlo, altrimenti sara’ solo una spesa inutile!

In questa breve guida cerchero’ di spiegarvi come organizzare un buon kit di Pronto Soccorso domestico che possa “coprire” la maggior parte degli incidenti in casa rientrando in una modica spesa.

Spesso i kit che si trovano gia’ pronti su internet, per quanto possano essere completi e a norma di legge, sono eccessivi per i bisogni domestici e costano decisamente troppo.

Per organizzare un buon kit e’ necessario analizzare le principali cause di incidente domestico e trovare soluzioni semplici ma efficaci.

Possiamo ricondurre i danni domestici alle seguenti categorie:

– FERITE: tagli e abrasioni di vario genere

 

– USTIONI: le ustioni procurate in casa sono quasi sempre di I grado, occasionalmente di II grado e difficilmente interessano una vasta zona del corpo

 

– TRAUMI: contusioni e distorsioni di vario genere

 

Sono inoltre da considerare un evento “improvviso” anche gli:

 

– EPISODI FEBBRILI

 

Il nostro kit deve quindi andare a coprire i 3 tipi di incidente sopra citati e gli episodi febbrili che possiamo trattare a casa senza doverci rivolgere ad un soccorso avanzato; il tutto a basso costo e con una buona efficacia. Vi ricordo che TUTTO CIO’ CHE TROVERETE IN QUESTA GUIDA SONO SOLO DELLE INDICAZIONI GENERALI E IN NESSUN MODO VALGONO COME INDICAZIONI MEDICHE. Ricordate che il miglior soccorso per un danno importante, anche procurato in casa, ve lo presta il 118.

 

Detto questo, vediamo come costruire il kit:

anzitutto serve una buona cassetta che possa contenere tutto il materiale. Non spendete troppi soldi nella scelta della cassetta, vi ricordo che e’ solo un contenitore e che dovete tenerlo a casa, quindi non serve che resista a radiazioni nucleari o che in caso di autocombustione della casa sia l’unica cosa a rimanere integra. Certo sarebbe meglio in plastica perche’ piu’ leggera, possibilmente che abbia anche una buona chiusura per evitare che il contenuto sia soggetto ad umidita’, ma vi ricordo che e’ sufficiente tenere la cassetta lontana dal bagno, dalla cucina o dalla cantina per evitare i problemi piu’ comuni ai quali vanno incontro i farmaci e le medicazioni di ogni sorta. Non stiamo preparando uno zaino medico, e’ una semplice cassetta di Pronto Soccorso domestico.

Una cassetta tipo questa e’ piu’ che sufficiente:

 

 

 

Cosa metterci dentro?

 

Andiamo con ordine; per quanto riguarda le ferite dobbiamo ricordarci che per la maggior parte dei taglietti e delle abrasioni domestiche sono sufficienti un po’ d’acqua ossigenata con i classici cerotti. Apriamo una piccola parentesi su acqua ossigenata e cerotti: forse non tutti sanno che l’acqua ossigentata va usata solo ed esclusivamente su una cute lesa! Infatti, le bollicine che si formano al momento del contatto nascono per via dell’enzima catalasi che scinde la composizione del preparato liberando l’ossigeno e da questo deriva la sua azione disinfettante dovuta a un duplice meccanismo: da una parte agisce come ossidante, denaturando le proteine; dall’altra la formazione di ossigeno (bollicine) pulisce meccanicamente la ferita, eliminando eventuali batteri che si fossero annidati al suo interno. L’acqua ossigenata, quindi, e’ un disinfettante molto particolare!

 


 

Per farvi un esempio: se prima di farvi un prelievo l’infermiere disinfettasse il vostro braccio con l’acqua ossigenata, denunciatelo! Per disinfettare la cute integra esiste un’ampia gamma di prodotti, tipo il Lysoform, che sono di per se’ dei disinfettanti.

 


 

Per quanto riguarda i cerotti, ai classici cerotti modello standard che si trovano in qualsiasi supermercato, io propongo tre alternative:

 

– cerotto adesivo a metraggio: permette di ritagliare secondo le proprie esigenze qualsiasi tipo di cerotto e dunque risparmiare sull’acquisto di tante misure diverse, dalle piu’ grandi alle piu’ piccole che magari non vi troverete mai ad usare

 


 

– cerotto fai-da-te: per fare un cerotto economico e resistente (molto piu’ dei cerotti standard) e’ sufficiente un po’ di manualita’. Delle garze sterili, adeguatamente ripiegate, fungono da tampone, mentre la parte adesiva vi e’ data da un cerotto su rocchetto in seta (il cerotto su rocchetto in seta, se pur un po’ piu’ costoso del cerotto standard, ha una resistenza di gran lunga maggiore ed e’ adatto a pelli sensibili). Per fissare ulteriormente questo tipo di medicazione consiglio di utilizzare un piccolo bendaggio con una benda orlata (nel mio kit ne ho una da 5 cm).

 


 

– cerotto spray: consigliato solamente per tagli e abrasioni superficiali, i cerotti spray generalmente creano un film trasparente, traspirante e flessibile che agisce come una seconda pelle: protegge da acqua, sporco e batteri, e’ comodo anche fuori casa, facile da usare ed igienico. Inoltre lo spray e’ una soluzione molto vantaggiosa nel caso in cui la ferita lieve sia una zona mobile (ad esempio: gomiti, ginocchia, mani) perche’ a differenza dei cerotti tradizionali non tira, non si stacca e non da’ fastidio. Ricordate pero’ che il cerotto spray presenta anche alcuni svantaggi: ad esempio non ferma l’emorragia!

Prima di applicare il cerotto spray, dovete arrestare la fuoriuscita di sangue esercitando una lieve pressione sulla parte interessata. Lo spray inoltre potrebbe creare irritazione nel caso in cui si foste intolleranti ai composti. Non c’e’ una marca migliore di un’altra, cambia il nome ma il contenuto e’ sostanzialmente lo stesso.

 

Per le lesioni profonde della cute, consiglio di usare il “cerotto fai-da-te” medicando la ferita con alcune gocce di Neomercurocromo, un buon disinfettante ad uso topico. Sconsiglio lo Iodopovidone (forse piu’ conosciuto come Betadine) perche’ il suo principio attivo e’ incompatibile con l’acqua ossigenata. In ogni caso sia lo Iodopovidone che il Neomercurocromo non vanno utilizzati contemporaneamente con altri detergenti o antisettici. Considerando che il Neomercurocromo macchia molto e che si sta lavorando a contatto con il sangue, consiglio di utilizzare dei guanti in lattice sterile.

 


 

Per tutte le ferite di entita’ maggiore, e’ necessario avere qualche conoscenza in piu’ di Pronto Soccorso. Per questo consiglio vivamente a tutti di frequentare un corso per il conseguimento del B.E.P.S. (Brevetto Europeo di Primo Soccorso). Avere un certificato non sempre significa aver sborsato del denaro, se volete il vostro brevetto gratuitamente potete informarvi su quale sia il Comitato di Croce Rossa piu’ vicino a voi, frequentare il corso di accesso pagando la sola quota di iscrizione e frequentare, senza sborsare un euro, il B.E.P.S.

In questo link potete trovare tutte le informazioni utili nel caso decideste di iscrivervi in Croce Rossa:
http://cri.it/diventavolontario

altrimenti potreste semplicemente scaricarvi il manuale del B.E.P.S. online dal sito di Croce Rossa:
http://www.cri.re.it/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=49&Itemid=104

 

Se aveste scelto di leggere come fare per curiosita’ personale ma non foste legalmente autorizzati a farlo: non fatelo!
Tuttavia, se siete degli operatori abilitati al soccorso e avete qualche dubbio su cosa mettere e cosa non mettere nella vostra cassetta di Pronto Soccorso domestico, continuate pure a leggere la guida per scoprire come trattare le ferite di entita’ maggiore.

Anzitutto si presume ci sia una foce emorragica non indifferente e certamente il cerotto non e’ piu’ sufficiente per risolvere il problema. A questo punto e’ necessario capire l’entita’ dell’emorragia e procedere per gradi. In ordine crescente di gravita’ possiamo trattare la ferita nei seguenti modi:

 

– compressione diretta (ci serviranno quindi delle garze sterili: nella mia cassetta ci sono due diversi formati, il 10×10 cm e l’8,5×5 cm)

 


 

– bendaggio compressivo: il bendaggio si usa la’ dove la compressione diretta non e’ sufficiente, a seconda della zona che andiamo a bendare avremmo bisogno di bende di diversa altezza. In casa consiglio di tenere:

  • 2 bende elastiche da 6 cm (per mani, polsi, avambracci, piedi e caviglie)
  • 1 benda elastica da 10 cm (per braccia e gambe)
  • 1 benda elastica da 15 cm (per spalle e cosce)

     

     

    – compressione a distanza: ovviamente questa e’ una manovra che il soccorritore conosce gia’, ma per chi non sapesse di cosa stia parlando e avesse voglia, per curiosita’ personale, di approfondire il discorso, in questo link trovare un buon riassunto della teoria:
    http://www.silvianet.it/emorragie.htm

     

     



     

     

    – laccio emostatico: per quanto riguarda il laccio emostatico, a meno che non vi siate tagliati di netto un intero braccio mentre affettavate i pomodori, ASSOLUTAMENTE NON USATELO, e’ di gran lunga maggiore il danno che rischiate di provocare con l’errato utilizzo del laccio emostatico dei benefici che potreste trarne (a meno che, ovviamente, non abbiate sul serio perso il braccio e rischiate di morire comunque dissanguati nel giro di pochi minuti). Nel malaugurato caso in cui vi trovaste ad usarlo, segnate sempre con un pennarello l’ora in cui il laccio viene applicato (possibilmente in fronte o su una zona visibile del corpo) perche’ la sua permanenza troppo prolungata puo’ essere dannosissima e chi lo rimuove (alla rimozione deve SEMPRE assistere un medico) deve sapere quanto tempo e’ passato da quando lo avete messo. Vi consiglio di non tenere il classico laccio emostatico in gomma che oggi viene usato prevalentemente dai bambini per costruire un’efficace mazzafionda, esistono dei lacci emostatici molto piu’ ridotti nelle dimensioni che funzionano egualmente bene (e’ piu’ probabile che li troviate in una sanitaria ben fornita che in farmacia, dove invece vengono ancora venduti quasi esclusivamente lacci in gomma).

    Un laccio come questo e’ ideale:

     


     

     

    Per quanto riguarda le USTIONI, ricordiamoci che in casa dovremmo riuscire a scottarci solo con: la macchina del gas, il forno, il ferro da stiro e, nel peggiore dei casi, rovesciarci una pentola d’acqua bollente addosso (ma in quel caso CHIAMATE IMMEDIATAMENTE IL 118). Per le piccoli ustioni procurate dagli utensili domestici, ricordate di raffreddare la zona colpita per arrestare l’infiammazione; a questo scopo è sufficiente dell’acqua corrente fredda o del ghiaccio opportunamente non a contatto diretto con la cute.

    Nel nostro kit domestico consiglio di avere:

     

    – Biafin: una fantastica emulsione idratante della Johnson & Johnson ideale per ustioni di I grado, scottature solari, secchezza della cute e desquamazione;

     


     

    – Neomercurocromo: le infezioni sono fra le piu’ frequenti complicanze di un’ustione e sono dovute alla grave immunodepressione ed al difetto della protezione cutanea. Il Neomercurocromo in questo caso e’ un ottimo disinfettante ma consiglio di utilizzarlo solo con ustioni di II grado dato che macchia molto la pelle, a volte anche per giorni (per le mani il tempo e’ minore perche’ vengono lavate piu’ spesso), e nella maggior parte delle ustioni domestiche il rischio di infezione e’ basso;

     


     

    – garze imbevute per ustioni (solitamente sono imbevute di acido ialuronico o connettivina che aiutano la rigenerazione della pelle): si usano la’ dove non e’ possibile apporre una garza normale poiche’ la cute risulta lesionata e i microfilamenti della garza potrebbero finire nella ferita contribuendo ad aumentare il rischio di infezione. In questo caso e’ necessario apporre una garza imbevuta, coprirla con una garza normale e infine fissare la medicazione (in questo caso e’ molto utile una rete tubolare elastica). Si sconsiglia l’uso contemporaneo del Neomercurocromo, le garze imbevute sono piu’ che sufficienti per una buona medicazione.

     

            

     

    Nel mio kit non ho inserito il classico Foille scottature in crema perche’ in realta’ e’ un farmaco per uso topico caratterizzato da un’azione analgesica associata ad attività antisettica locale che non ha proprieta’ idratanti, che invece aiutano a risolvere piu’ velocemente le piccole ustioni. Avendo gia’ comprato il Neomercurocromo per medicare le ferite profonde della cute, ritengo sia inutile comprare un altro farmaco con la medesima azione (a meno che non abbiate una soglia del dolore molto bassa: in quel caso l’azione analgesica del Foille potrebbe essere una manna dal cielo; il Biafin e’ idratante, ma non analgesico).

    Per maggiori informazioni sul Foille scottature consiglio di leggere il foglietto illustrativo che potete trovare un po’ ovunque, anche online.

     


     

     

    Nel caso in cui, a seguito di un’ustione, si formino delle vescicole, NON RECIDETELE. La vescicola e’ protetta dalla pelle integra, nel momento in cui la si recide, la pelle viene lesionata e diventa una “porta aperta” per germi e batteri aumentando il rischio di infezione.

     

    Per quanto riguarda i traumi, in casa dovremmo riuscire a farci male solo nel caso in cui qualcosa ci cada addosso da uno scaffale, inciampiamo e cadiamo a terra o urtiamo uno spigolo.

    In ogni caso, i traumi domestici dovrebbero rientrare nell’ordine di contusioni e distorsioni e il Fastum Gel o il Lasonil sono piu’ che sufficienti per risolvere queste tipologie traumatiche.

    Nonostante siano piu’ che indicati per il problema, vi suggerisco di utilizzarli SOLO se ne aveste veramente bisogno! Se vi leggeste i foglietto illustrativi di Fastum Gel o Lasonil, e in particolare gli effetti indesiderati, capireste che non sono semplici pomatine da mettere su un bernoccolo.

    Se pur non siano segnalate interazioni con altri farmaci, vengono sconsigliati i bendaggi occlusivi.

     


     

    In ogni caso e’ bene mettere, alternandolo ogni 20 minuti, del ghiaccio sulla zona interessata dal trauma. Per questo motivo consiglio di tenere dei pacchetti di ghiaccio istantaneo nel proprio kit di Pronto Soccorso (non mettete il pacchetto a diretto contatto con la pelle, sarebbe meglio avvolgerlo in un fazzoletto o nella carta come fanno i dentisti quando ci tolgono un dente), raffreddare il tessuto, infatti, aiuta a ridurre il dolore, il gonfiore e il sanguinamento interno. Ricordate che l’azione del ghiaccio e’ efficace sostanzialmente nelle prime 2 ore dall’evento traumatica, passate le quali potete anche toglierlo.

     


     

    Infine, se abbiamo avuto una piccola distorsione o se vogliamo ridurre il rischio di gonfiore, possiamo utilizzare un bendaggio che serva a ridurre la movimentazione dell’articolazione nel caso in cui andassimo a trattare una distorsione e sia compressivo nel caso in cui andassimo ad intervenire per ridurre il rischio di gonfiore (ricordate di non fare bendaggi occlusivi se avete applicato il Fastum Gel o il Lasonil). Possiamo riutilizzare a tal proposito le bende che avevamo gia’ comprato per le ferite.

     


     

    Per quanto riguarda invece gli episodi febbrili, vi ricordo che spesso e’ sufficiente il riposo per rimettersi in forma e che altrettanto spesso i farmaci sono sono la soluzione migliore; ad ogni modo e’ bene tenere nel proprio kit:

     

    Termometro digitale o analogico:

    avere un termometro in casa e’ sempre utile per controllare la temperatura negli episodi febbrili e stabilire se e’ il caso o meno di assumero un antipiretico. Vi ricordo che la febbre ha una sua funzione biologica di difesa in quanto ostacola la riproduzione di microorganismi infettanti, per tanto e’ utile riservare gli antipiretici a condizioni di febbre elevata (maggiore di 38,5°C). Se avete in caso un buon vecchio termometro al mercurio, tenetevelo stretto! Altrimenti vendono termometri analogici al Galinstano o digitali di tutti i tipi e le forme.

     

     

     

     

    Tachipirina:

    non tutti sanno qual e’ la differenza fra Tachipirina ed Aspirina; anzitutto e’ diverso il principio attivo: l’acido acetilsalicilico per l’Aspirina, il paracetamolo per la Tachipirina, quindi e’ diversa l’azione farmacologica: l’Aspirina e’ un antinfiammatorio vero e proprio; la Tachipirina agisce come antidolorifico e/o antipiretico senza influire significativamente sull’infiammazione; poi è diversa l’incidenza di potenziali effetti collaterali: ad esempio, l’Aspirina e’ piu’ gastrolesiva e altera piu’ facilmente la coagulabilita’ del sangue; mentre la Tachipirina e’, a parità di fattori, più epatotossica ma, in generale, molto meglio tollerata.

    Se dunque abbiamo la febbre ed e’ nostro obbiettivo abbassare la temperatura, e’ certamente meglio la Tachipirina.

     

    A questo punto dovremmo avere in casa un ottimo kit di Pronto Soccorso domestico che ci torni utile nella maggior parte dei casi. Vi ricordo di non utilizzare tecniche di soccorso che non conoscete e di non improvvisarvi personale medico, se avete bisogno di un soccorso professionale chiamate il 118.

    Nella speranza che di anno in anno gettiate via parte del vostro kit senza mai averlo aperto, ricordatevi di guardare sempre le date di scadenza!

     

    Facciamo un riassunto di cio’ che abbiamo inserito nel kit:

     

    – cassetta/contenitore

    – acqua ossigenata

    – cerotto adesivo a metraggio

    – 1 paio di forbici (per tagliare il cerotto ed evitare di cercarle in giro per casa nel momento del bisogno)


    compresse di garza sterile 10×10 cm


    compresse di garza sterile 10×10 cm

    – 1 cerotto su rocchetto in seta 2,5 cm

    – 1 cerotto su rocchetto in seta 5 cm

    – benda orlata da 5 cm

    – cerotto spray

    – Neomercurocromo

    – 2 paia di guanti in lattice sterili

    – 2 bende elastiche da 6 cm

    – 1 benda elastica da 10 cm

    – 1 benda elastica da 15 cm

    – 1 laccio emostatico

    – Biafin

    – Foille scottature (FACOLTATIVO)

    – rete tubolare elastica

    – Fastum Gel o Lasonil

    – ghiaccio istantaneo

    – termometro analogico o digitale

    – Tachipirina

     

    Rimangono fuori un paio di cose che a mio parere conviene avere a casa nel proprio kit e sono:

     

    1) 2 medicazioni oculari sterili:

    per qualsiasi problema agli occhi, e’ il caso di NON TOCCARLI e andare subito in ospedale, meglio se oftalmico. Nel caso in cui aveste un’ustione oculare dovuta ad agenti chimici, lavate gli occhi facendo scorrere dell’acqua dal naso verso l’esterno per evitare di mandare la sostanza chimica anche sull’altro occhio.

    Nel caso in cui ci fosse finita una pagliuzza dentro e non riusciste a toglierla, la medicazione puo’ alleviare un po’ la sofferenza nel tragitto fino all’ospedale e ci ricorda di non toccare l’occhio con le mani; bendare anche l’occhio sano puo’ ridurre ulteriormente il fastidio poiche’ quando un occhio vede qualcosa che si muove, e’ seguito nel movimento anche dall’altro occhio (movimento coniugato) che quindi ci da’ fastidio.

     

     

     

    2) salviette impregnate di ammoniaca in soluzione acquosa al 4%:

    l’ammoniaca, diluita in acqua in percentuali inferiori al 10%, costituisce un rimedio contro le orticarie causate da punture di insetto o contatto con piante urticanti come l’ortica;

     

     

     

    Seguendo le istruzioni di questa guida dovreste esser riusciti a costruire il vostro kit di Pronto Soccorso domestico senza aver speso cifre esorbitanti e assicurandovi una buona protezione dai rischi di incidente domestico. Vi ricordo inoltre che le marche citate sono solo esemplificative e potete richiedere un medicinale equivalente al vostro farmacista; avra’ lo stesso principio attivo ma non pagherete il nome della marca.

Articolo a scopo puramente informativo. Gli autori declinano ogni responsabilità dell'uso corretto o scorretto di questa guida.

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